25.01.2026
Data news | 13.12.2018 |
La Marcialonga è un vero e proprio affare di famiglia!
La passione per la Granfondo ha coinvolto in tanti anni ragazzi e ragazze, diventati poi padri e madri e che hanno a loro volta coinvolto i propri figli. Negli anni questi figli sono cresciuti, insieme all’entusiasmo per questo evento, continuando a tramandare la tradizione di famiglia.
Vi raccontiamo la storia di tre famiglie in cui tre intere generazioni partecipano insieme alla Marcialonga in qualità di concorrenti, volontari e tifosi ed il cui legame è davvero molto particolare.
Serve una mano? Ci siamo tutti!
La Marcialonga è nata e cresciuta grazie al volontariato, un patrimonio di immenso valore che ogni anno coinvolge circa 1300 persone. Tra queste, una figura importante per la Marcialonga è Mario Vanzo, responsabile dell’ufficio gare per ben trent’anni. Mario ha coinvolto la figlia Antonella e la nipote Giorgia, che accolgono con il proprio sorriso i concorrenti alla distribuzione dei pettorali.
Cos’è per te la Marcialonga?
Mario. Quasi quarant’anni di vita! Ho passato trentasette anni come senatore e trenta come responsabile dell’ufficio gare, e anche adesso cerco sempre di dare una mano.
Ricordo che la settimana all’ufficio gare era molto intensa e la domenica partecipare alla gara era una liberazione bellissima. Arrivato al traguardo, trovavo giusto il tempo di cambiarmi e mangiare qualcosa, poi tornavo di nuovo all’ufficio gare, ci tenevo troppo. Oltre alla Marcialonga ho fatto quasi tutte le gare del circuito Worldloppet e sono diventato Master. Un grande orgoglio.
Antonella. Marcialonga è l’essere trasportata per una settimana in una nuova realtà dal sapore internazionale. È come vivere in un altro mondo. Certo è faticoso, ma è una fatica che spezza la routine ed è particolarmente bella e gratificante. È un piacere avere un confronto con i concorrenti, vederli felici, vedere le loro espressioni quando ti riconoscono da un anno all’altro. Tutto questo ripaga ogni istante.
Giorgia. È un’opportunità. È responsabilità. È contatto e scambio con tante persone. La mia famiglia da sempre è impegnata nell’ufficio gare e per me è stato naturale seguirli. E poi la Marcialonga è l’impegno dell’anno: al di là di collaborare alla distribuzione dei pettorali, ho fatto la Mini, la Young e anche la Marcialonga.
Come hai iniziato a collaborare con la Marcialonga?
Mario. Ho cominciato a collaborare all’ufficio gare verso la fine degli anni ’70 e qualche anno dopo ne sono diventato il responsabile, mantenendo l’incarico per trent’anni.
Antonella. Nel 1983 papà mi aveva chiesto di aiutarlo e ricordo che, come prima esperienza, mi aveva incaricata di fare le tessere FISI per i concorrenti. Ero terrorizzata. Ma è stato così bello che da quel momento ho continuato a collaborare.
Giorgia. Fin da quando ero piccolina seguivo la mamma, dopo la scuola, all’ufficio gare e cercavo di aiutare come potevo. Da due anni sono ufficialmente alla distribuzione dei pettorali.
Qualche parola per descrivere gli altri due…
Mario. Antonella è una chiacchierona! È però anche molto altruista e si mette sempre al servizio degli altri. Giorgia è volitiva. È tosta e molto impegnata in quello che fa.
Antonella. Papà è un brontolone! Ma è soprattutto un grande esempio di disponibilità. Inoltre, è un perfezionista e se prende un impegno lo rispetta in tutto e per tutto. Giorgia è molto determinata, sa quello che vuole, ed è anche molto disponibile.
Giorgia. Il nonno è un esempio in tutto e per tutto. È il grande capo che coordina tutto ed è un punto saldo a cui posso sempre fare riferimento. La mamma è la mia certezza, la persona a cui mi ispiro ogni giorno.
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